C’è chi sui social mostra solo la versione patinata della propria vita. E poi c’è Giorgia Soleri, che ha scelto di raccontare anche il dolore, trasformando un commento superficiale in un messaggio potente. La sua ultima presa di posizione sull’endometriosi ha riacceso il dibattito su una malattia ancora troppo sottovalutata e su quanto pesino gli sguardi e i giudizi altrui sul corpo delle donne.
Giorgia Soleri e l’endometriosi: “Non sono incinta, sono malata”
L’influencer, scrittrice e attivista ha risposto con un post diretto a chi le aveva chiesto se fosse incinta, scambiando il suo gonfiore addominale per un segno di maternità. “Non sono incinta, sono malata”, ha scritto, chiarendo che quella pancia è il risultato dell’endobelly, uno dei sintomi più visibili dell’endometriosi. Una patologia cronica che colpisce una donna su nove, ma che resta ancora avvolta da ignoranza e pregiudizi.
L’endometriosi è una patologia subdola: provoca dolori intensi, gonfiore, affaticamento e, in molti casi, problemi di fertilità. Eppure, nonostante colpisca milioni di donne, la diagnosi spesso arriva in ritardo. Soleri lo sa bene: da anni si batte per sensibilizzare su questa e altre malattie invisibili, come la vulvodinia e la neuropatia del pudendo.
Purtroppo, infatti, per ottenere la diagnosi il tempo medio può variare tra i 7 e i 10 anni: un’attesa che porta con sé notevoli effetti negativi sulle pazienti, vengono etichettate o giudicate come ansiose o esagerate. Oltre a essere sottoposte a un elevato stress per i giudizi non richiesti e l’ossessione di certi standard imposti al corpo femminile.
Il finale del video condiviso da Giorgia Soleri è proprio un appello per evidenziare ciò che è davvero importante: l’ascolto e il supporto.
“Non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata”.