Francesco Chiofalo è abituato alle polemiche e, dall’ di Belve in poi, continua a far discutere non solo per le sue dichiarazioni, spesso sopra le righe, ma soprattutto per gli interventi chirurgici a cui si è sottoposto. L’ultimo, ovvero il fatto pochi giorni fa, sta raccogliendo moltissime critiche.
Com’era prevedibile, anche questo intervento non sarebbe passato inosservato. Ormai gli esperti di comunicazione sono convinti che Francesco Chiofalo — che anni fa era già riuscito a ottenere un tipo di attenzione simile — stia continuando a cavalcare l’attenzione dell’opinione pubblica parlando di nuovi interventi, sempre più al limite.
Ora che il tatuaggio è stato realizzato, diventando anche oggetto di un servizio de Le Iene, in molti si sono concentrati s. C’è chi, però, si è occupato della resa estetica e del lavoro dei tatuatori.
L’analisi di Giovanni Vassallo, un tatuatore molto noto nel settore e che ha vinto il Guinness World Record per la sessione di tatuaggio più lunga al mondo, è stata spietata. Vassallo si è concentrato sulla resa finale, una volta che il tatuaggio di Francesco Chiofalo è stato completato, dando un giudizio decisamente negativo.
Francesco Chiofalo: che cos’è il tatuaggio istantaneo e perché ha fatto così discutere
Ma di cosa si tratta esattamente? Il cosiddetto “tatuaggio istantaneo” non ha nulla a che vedere con i classici adesivi temporanei o con le sedute prolungate nei normali studi di tatuaggio. Si tratta invece di un intervento medico-estetico che unisce chirurgia e arte corporea: il disegno viene impiantato sulla pelle in un’unica sessione operatoria, sotto sedazione o anestesia totale, eliminando completamente il dolore ma moltiplicando esponenzialmente i rischi.
La tecnica, sviluppata dal tatuatore Christopher Dän e recentemente legalizzata in Italia in ambito sperimentale, è ancora pochissimo diffusa in Europa. Chiofalo è stato di fatto uno dei primi casi “pilota” nel nostro paese: ha scelto di farsi coprire l’intera schiena con un grande mandala in una seduta durata quasi otto ore, pagando — seppur con uno sconto legato proprio al suo ruolo di apripista — quello che lui stesso ha definito “uno dei trattamenti estetici più costosi” a cui si sia mai sottoposto.
Tempi di recupero lunghi, una quantità massiccia di pelle manipolata in una volta sola: sono questi i dettagli che hanno alimentato le polemiche, prima ancora che qualcuno si esprimesse sulla qualità estetica del risultato.