Magazine RDS

Emanuela Fanelli “invecchia” a Venezia: il nuovo look spiazza


A Venezia qualcuno potrebbe aver avuto bisogno di guardarla due volte. Emanuela Fanelli è arrivata al Lido con un aspetto decisamente diverso da quello che siamo abituati a vedere. Parrucca bionda, volto segnato dalle rughe e un aspetto invecchiato di oltre vent’anni: l’attrice ha sorpreso fotografi e pubblico presentandosi nei panni di una 63enne. 


Nessun salto temporale improvviso e nessun colpo di scena nella vita privata dell’attrice. Il motivo della trasformazione è tutto cinematografico — o meglio, televisivo — ed è legato a Peccato, la nuova serie presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.




Il motivo del nuovo look


La Fanelli ha infatti scelto di presentarsi nei panni della versione futura di sé stessa che interpreta nella serie ambientata nel 2049. Un modo decisamente originale per portare il progetto fuori dallo schermo e trasformare il red carpet in una piccola anticipazione dello show.


L’effetto, va detto, è riuscito alla perfezione. Il trucco prostetico ha modificato volto, collo e mani con un livello di realismo tale da renderla quasi irriconoscibile.


Emanuela Fanelli nel 2049: di cosa parla “Peccato


La serie immagina in chiave ironica e surreale la carriera futura di Emanuela Fanelli. Nel 2049 l’attrice vive lontana dai riflettori in un piccolo paese della Valle d’Aosta, non recita più ed è ormai quasi dimenticata dal mondo dello spettacolo. Da qui parte una sorta di autobiografia inventata che ripercorre successi, cadute e momenti assurdi della sua vita professionale. 


Peccato è composta da sei episodi e può contare su un cast particolarmente ricco, con nomi come Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi. 


Insomma, più che un semplice cambio di look, quello di Venezia è stato un vero assaggio della serie. E se l’obiettivo era farsi notare, Emanuela Fanelli ci è riuscita ancora prima di arrivare sullo schermo.

Foto: LaPresse