Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, e gli italiani sposteranno le lancette avanti di un’ora, come da tradizione. Ma questa volta potrebbe essere l’ultima. La Camera dei Deputati ha infatti avviato un’indagine conoscitiva per valutare l’abolizione del cambio stagionale dell’orario, aprendo un dibattito che divide tra risparmi energetici, impatto sulla vita quotidiana e scelte ambientali.
Ora legale permanente: perché se ne parla ora
La proposta non è nuova, ma torna d’attualità dopo anni di stallo. Nel 2018, l’84% dei cittadini europei si era espresso a favore dell’abolizione del doppio cambio d’orario, ma la pandemia e le divergenze tra Stati membri avevano bloccato il processo. Oggi, su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e del deputato Andrea Barabotti (Lega), la X Commissione della Camera ha dato il via libera all’indagine, che si concluderà entro il 30 giugno 2026.
I numeri che fanno discutere: risparmi e benefici ambientali
I dati parlano chiaro: dal 2004 al 2025, l’ora legale ha permesso all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh di energia elettrica, con un taglio di 2,3 miliardi di euro in bolletta. Sul fronte ambientale, le emissioni di CO₂ si sono ridotte tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate all’anno, equivalenti alla piantumazione di 2-6 milioni di alberi. Tre studi europei confermano che l’adozione di un orario unico tutto l’anno porterebbe ulteriori vantaggi, tra cui un risparmio energetico strutturale e benefici per trasporti e mercato interno.
Cosa prevede l’indagine della Camera
L’indagine si articola in quattro punti chiave:
- Confronto tra modelli: valutazione degli effetti socioeconomici dell’ora legale permanente rispetto al cambio stagionale.
- Analisi dei dati: raccolta di documentazione e studi esistenti, integrati dalle audizioni in Commissione.
- Fase di sperimentazione: valutazione di un test su scala nazionale per prorogare l’ora legale.
- Visione di sistema: decisione finale basata su sostenibilità energetica e competitività economica.
Nei prossimi mesi, la Commissione ascolterà rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato), consumatori e accademici.
Ora legale o solare? Il dilemma delle albe invernali
Se l’ora legale diventasse permanente, le giornate invernali inizierebbero con il buio: nelle regioni settentrionali, l’alba slitterebbe oltre le 9 del mattino. Un compromesso non indifferente per chi lavora o studia presto. D’altro canto, serate più luminose significano meno illuminazione artificiale, più tempo per attività all’aperto e benefici per la salute psicofisica, grazie a una maggiore esposizione alla luce naturale nel pomeriggio.
Cosa succede nel 2026: il cambio resta confermato
Per ora, nulla cambia. Il passaggio all’ora legale avverrà regolarmente nella notte tra il 28 e il 29 marzo, con le lancette che avanzeranno dalle 2:00 alle 3:00. L’ora solare tornerà a fine ottobre, ma il dibattito sul futuro del cambio d’orario è appena iniziato.
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