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Long-Covid: i disturbi più frequenti riscontrati nelle persone guarite

Sempre più casi di persone guarite dal Coronavirus riscontrano sintomi anche dopo mesi dalla fine della malattia. Per questo si è iniziato a usare il termine Long-Covid e uno studio cinese pubblicato dalla rivista The Lancet, riportato dal sito della , confermerebbe che questi casi sono tutt’altro che isolati.


Il team di ricercatori ha analizzato un campione di 1.700 pazienti che si sono ammalati a Wuhan tra gennaio e maggio. Hanno costatato che il 76% non si sentiva completamente ristabilito addirittura dopo sei mesi dal superamento dell’infezione.


“Avendo a che fare con una malattia nuova, stiamo iniziando a capire quali conseguenze possa determinare nel tempo” – ha spiegato Bin Cao, direttore dell’unità di pneumologia e terapia intensiva del China-Japan Friendship Hospital di Beijing – “Ora scopriamo che la maggior parte dei pazienti che hanno sviluppato la Covid-19 in maniera severa convive con le conseguenze dell’infezione anche molto tempo dopo aver lasciato l’ospedale”.

I sintomi riscontrati con più frequenza sono la riduzione della capacità respiratoria, un calo della funzionalità renale, oltre a stanchezza e debolezza muscolare, disturbi del sonno, ansia e depressione.


Per questo sono necessari controlli continui: “Tutti i pazienti colpiti dalle forme più gravi di Covid-19, tra cui coloro che sono stati sottoposti all’ossigenoterapia o ricoverati in rianimazione, devono essere nel tempo sottoposti a controlli che riguardino tutti gli organi” – spiega Francesco Landi, responsabile del day-hospital post-Covid del policlinico Gemelli di Roma – “I danni permanenti a livello dei polmoni, degli occhi, del cuore e del fegato non sono così frequenti. Non bisogna però sottovalutare la persistenza della stanchezza, per individuare chi ha bisogno di un programma di riabilitazione e di supporto nutrizionale attraverso cui controllare la perdita di massa muscolare. Importante è anche la gestione dei disturbi della sfera psichica di questi pazienti, molti dei quali presentano un disturbo post-traumatico da stress”.



Foto: LaPresse