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Legge 104, non solo 3 giorni di permesso: ecco chi può averne fino a 6 al mese


I permessi previsti dalla Legge 104 possono arrivare fino a sei giorni al mese, ma non per tutti. Negli ultimi giorni si sta parlando molto di un presunto “raddoppio” dei permessi per i caregiver, ma è importante chiarire subito cosa prevede realmente la normativa.


La possibilità di superare i tradizionali tre giorni di permesso retribuito al mese riguarda infatti situazioni specifiche, in particolare i lavoratori che assistono più familiari con disabilità grave. Non si tratta quindi di un aumento automatico dei giorni disponibili per tutti i beneficiari della Legge 104.


Legge 104, quando i permessi possono arrivare a 6 giorni al mese


La regola generale prevede per i lavoratori dipendenti che assistono una persona con disabilità grave la possibilità di usufruire di tre giorni di permesso retribuito ogni mese.


In determinate circostanze, però, questi permessi possono essere cumulati. È il caso, ad esempio, di un lavoratore che assiste due familiari diversi entrambi riconosciuti in situazione di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.


Se vengono rispettati i requisiti previsti, il diritto può essere riconosciuto separatamente per ciascuna persona assistita. In questo modo si può arrivare a sei giorni complessivi al mese.


Non significa quindi che i tre giorni della Legge 104 siano stati semplicemente raddoppiati per tutti.


Chi può usufruire dei permessi della Legge 104


I permessi spettano ai lavoratori dipendenti con disabilità grave oppure ai lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave riconosciuta.


Tra i familiari che possono rientrare nella disciplina ci sono, a seconda dei requisiti previsti dalla normativa:



Per poter beneficiare del cumulo dei permessi è comunque necessario che siano rispettate le condizioni previste per ciascun familiare assistito.


Permessi 104: cosa cambia da settembre 2026


Da settembre 2026 è entrata in vigore anche una novità di carattere amministrativo che riguarda soprattutto i datori di lavoro privati.


L’INPS ha infatti reso obbligatoria, a partire dal mese di competenza di settembre 2026, la compilazione dell’elemento “BaseRif” nei flussi UniEmens utilizzati per il conguaglio dei permessi della Legge 104 e dei congedi straordinari.


Si tratta però di una modifica tecnica: non aumenta il numero di giorni di permesso spettanti ai lavoratori e non cambia direttamente i requisiti per accedere alla Legge 104.


Novità anche per i caregiver nella Pubblica amministrazione


Un’altra novità recente riguarda alcuni lavoratori della Pubblica amministrazione.


Un orientamento applicativo dell’Aran ha chiarito che, nel comparto delle Funzioni centrali, quando due caregiver assistono la stessa persona con disabilità grave non è più necessario che usufruiscano dei rispettivi permessi necessariamente in giornate diverse.


È sufficiente che le ore di assenza non si sovrappongano. La novità riguarda però uno specifico comparto della Pubblica amministrazione e non deve essere interpretata come una modifica generalizzata valida automaticamente per tutti i lavoratori pubblici e privati.


Legge 104, novità anche per lavoro notturno e caregiver


Il quadro delle tutele per chi assiste una persona con disabilità è stato interessato recentemente anche da alcune pronunce della Cassazione.


Una decisione della Suprema Corte ha ribadito, per esempio, che il diritto del caregiver a essere esonerato dal lavoro notturno può essere riconosciuto anche quando la persona assistita ha una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104 senza la connotazione di gravità, purché esista una reale relazione di assistenza e la persona sia considerata “a proprio carico” nei termini previsti dalla legge.


Legge 104: attenzione alla formula “permessi doppi”


La principale distinzione da tenere a mente è quindi questa: non esiste un nuovo diritto generalizzato a sei giorni di permesso al mese per tutti coloro che usufruiscono della Legge 104.


I tre giorni mensili rimangono il riferimento ordinario. La possibilità di arrivare a sei giorni deriva invece dal cumulo dei permessi riconosciuti per l’assistenza a più persone con disabilità grave, quando sussistono tutti i requisiti previsti.


Proprio per questo, prima di presentare una richiesta è sempre opportuno verificare la propria situazione specifica e consultare le indicazioni aggiornate dell’INPS.


Immagine di copertina: iStock, credit: DPM