“Il riutilizzo delle Ffp2 per uso privato può essere utile a livello collettivo”, è questa la conclusione di uno finanziato dalla Institute for Drugs and Medical Devices e condotto da un team di ricercatori di Münster, in Germania.
Secondo gli esperti chi indossa questo tipo di mascherine normalmente e non in strutture ospedaliere può utilizzarle più volte, riducendo così i costi e l’impatto sull’ambiente. I ricercatori specificano che le mascherine non vanno mai scambiate tra persone, anche dopo averle igienizzate, e che bisogna sempre essere molto attenti che non si siano deteriorate.
Come spiega , nello studio pubblicato lo scorso gennaio si indicano due metodi per igienizzare le Ffp2 al fine di riutilizzarle. Il primo è il cosiddetto “metodo dei sette giorni”. Si tratta di lasciare le mascherine all’area aperta per sette giorni consecutivi. I ricercatori consigliano di creare una piccola bacheca con sette ganci ben distanziati tra di loro, uno per ogni giorno della settimana, in un punto dove è difficile che vengano toccate, sopratutto dai bambini. “La decontaminazione richiede tempo”, sottolineano gli studiosi.
Un altro metodo è quello di utilizzare un forno preriscaldato a 80 gradi per 60 minuti. Le mascherine vanno tenute prima all’aria aperta per 24 ore e poi posizionate su una griglia coperta da carta da forno, facendo attenzione che distino almeno 10 cm dalle pareti dell’elettrodomestico. È necessario controllare la temperatura affinché non superi gli 80 gradi, temperature più alte potrebbero rovinare i materiali. Passati i 60 minuti, è necessario lasciare raffreddare le mascherine sulla griglia fuori dal forno. Anche in questo caso, l’operazione non può essere ripetuta più di cinque volte.
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