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Alcune mascherine Ffp2 non rispetterebbero gli standard di efficacia: lo studio

Alcuni modelli di mascherine Ffp2 non corrisponderebbero agli standard di protezione promessi. A denunciarlo è una società internazionale che si occupa di import export sull’asse Italia-Cina. Secondo quanto riporta il Corriere, la società ha fatto una serie di test, poi controllati anche da un laboratorio esterno, scoprendo che la maggior parte delle mascherine non ha superato la prova del cloruro di sodio e dell’olio paraffina (utilizzate per verificare il filtraggio) e alcune non sono state nemmeno in grado di contenere il respiro.


I modelli difettosi testati sono circa una ventina e la maggior parte di loro è stata è certificata con il marchio CE2163. Si tratta del codice di Universalcert un laboratorio di Istanbul, in Turchia. Intervistato da Il Corriere il presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici italiani Pierangelo Clerici, ha spiegato che al momento non esiste “un percorso di controllo a livello centrale”.


“Capisco che vaccini e farmaci abbiano un’ altra importanza” — ha spiegato Pierangelo Clerici — “ma oggi è importante che anche mascherine, test sierologici e antigenici e tutti i reagenti funzionino al meglio. L’epidemia ha mostrato tutti i limiti del marchio CE. Sarebbe opportuno che il marchio CE non fosse solo l’acquisizione di un’ autocertificazione, ma fosse una valutazione reale a monte di quanto dichiarato dalle aziende. Le criticità esistono soprattutto con le mascherine Ffp2, più complesse da produrre mentre in genere con le chirurgiche lo scostamento tra il dichiarato e l’ atteso è minimo”.



Foto: LaPresse