Video News 25/08/2015


Codice da incorporare

Pubblicato il 25/08/2015

Milano – La maternità, il suo racconto, le sue meraviglie, ma anche le sue zone oscure e terribili, la sua oppressione, fino alla sua completa negazione. C’è una narrazione potente ed enciclopedica nella mostra “La Grande Madre” che Massimiliano Gioni ha curato per la Fondazione Nicola Trussardi a Palazzo reale a Milano. Un’impresa vastissima, quasi museale, che, nell’ambito di Expoincittà, offre la possibilità di guardare al femminino nelle arti nel senso più ampio del termine, dal primo Novecento a oggi. Beatrice Trussardi, presidente della Fondazione intitolata al padre. “Ciascuno di noi, io per lo meno – ci ha detto – trovo una piccola parte di me, di quello che penso e ho pensato, di quello che ho vissuto, in qualche pensiero espresso da ciascuna di queste artiste”.

A condurre il racconto, che è sia cronologico sia tematico, sono soprattutto artiste donne, ed è difficile scegliere chi citare tra la seminale Louise Bourgeois e Pipilotti Rist, che ha occupato con il suo lavoro un soffitto del palazzo milanese, tra le icone globali di Frida Kahlo e i video disturbanti di Nathalie Djurberg. Tra le performance con un reggiseno di Yoko Ono o le ispezioni corporee di Joan Jonas. “Questa mostra – ha aggiunto Beatrice Trussardi – è composta per tre quarti da artiste donne, alcune conosciutissime, importanti, altre meno. Il lavoro di preparazione è stato anche quello di ricercare queste donne più nascoste che nella loro vita hanno combattuto per potersi esprimere come artiste e togliersi dall’etichetta di madri, mogli e donne in generale”.

Molti i lavori femministi presenti in mostra, alcuni dei quali ancora pungenti, e la ribellione che sottendono è quella contro la figura di un padre-padrone, che simboleggia non solo il dominio fisico, ma anche quello narrativo. Ironia della sorte il curatore Massimiliano Gioni, che ha immaginato questa struttura intellettuale, non è potuto intervenire alla presentazione milanese, proprio perché è appena diventato padre e ha inviato il proprio intervento da New York via Skype.

“La Grande Madre”, comunque, non presenta solo opere di donne e tra i pezzi pregiati spicca una monumentale “Baloon Venus” di Jeff Koons. “Questa opera – ha concluso Trussardi – prende spunto dalle Veneri paleolitiche, ma rivisitate alla Jeff Koons, e questo archetipo femminile post umano rivisto da lui dà una enorme emozione”.

Un’emozione che coglie il visitatore quando scopre, per esempio, che in mostra è presente anche una versione reale dell’Erpice, il macchinario di tortura immaginato da Franz Kafka nel racconto “Nella colonia penale”, oppure quando si imbatte nelle prime immagini in vivo di un feto registrate da Lennart Nilsson o ancora assistendo alla performance “Teaching to Walk” di Roman Ondak, nella quale delle vere mamme insegnano a camminare ai propri bambini. Ma gli spunti sono innumerevoli, come in ogni enciclopedia che si rispetti. Con la differenza che il mistero di fondo rimane ovviamente non svelato e non svelabile.

“La Grande Madre”, che ha in Bnl il suo main sponsor, sarà aperta al pubblico a Palazzo Reale fino al 15 novembre.

vedi anche

COMMENTI

    Nessun commento ancora pubblicato