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Pubblicato il 15/12/2015

Roma, 15 dic. – Balthus, un artista post metafisico, un voyerista, un attento osservatore dei risvolti psicologici più intimi: comunque la si pensi, i dipinti di Balthassar Klossowski de Rola, in arte Balthus, offrono spunti di riflessione e piacere estetico a chi voglia percorrere le sale delle Scuderie del Quirinale a Roma dov’è allestita una completa mostra monografica dedicata all’eccentrico maestro polacco.

In effetti, spiega Matteo Lafranconi curatore scientifico delle Scuderie del Quirinale, “Balthus è un personaggio difficile da collocare nell’assetto del ‘900 ma allo stesso tempo è tanto scarsamente familiare con i grandi nomi come Picasso, Matisse o gli impressionisti quanto importante per capire la complessa rete di relazioni culturali intessuta nei nomi appena fatti. Balthus ha circuitato in tutta Europa, dalla Polonia di cui era originario, passando in Svizzera e approdando in Francia ma avendo sempre l’Italia come riferimento culturale. E’ l’unico pittore nel ‘900 che decide che la lezione della pittura antica di Piero della Francesca deve essere alla base della sua arte. Proprio per questa ragione è stato incasellato come artista figurativo in qualche misura all’antica, se non persino retrogrado. Al contrario, come questa mostra può dimostrare è un artista che fa parte della stanze della modernità del ‘900 tanto quanto Picasso, Giacometti o Derain che tra l’altro erano suoi amici e con i quali ha condiviso la stagione più centrale degli anni 20-30 a Parigi”.

Secondo alcune interpretazioni critiche nella sua pitura ci sarebbe un tema ricorrente e che sembra schiacciare tutta la sua opera, ovvero la sensualità con la quale ripropone corpi femminili di adolescenti. “Il tema dell’erotismo esiste ma è stato male impostato – spiega Lafranconi – è un fenomeno che gli si è rivoltato contro. Nella sua pittura sono molto frequenti i temi delle giovani adolescenti, non sono fanciulle non sono ragazze, sono in un’età ancora indefinita viste e raffigurate in momenti di intimità. E’ con questo spirito, in qualche maniera voyeuristico che si è poi considerato come una qualche forma di pornografia, ma non vero affatto perché la pittura di Balthus è asciugata da ogni allusione sessuale; semmai c’è una componente psicanalitica poiché a Balthus interessa vedere l’aspetto mentale, interiore delle pulsioni giovanili piuttosto che l’analisi di quei corpi. La rappresentazione si limita al fatto formale”.

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