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Pubblicato il 05/08/2015

Milano – Una ricerca che parte dalla filosofia e dalla mistica, passando per la semiotica e la cultura popolare, per raccontare da un nuovo punto di vista l’opera di Piero Manzoni, l’artista italiano che forse più di ogni altro ha seminato suggestioni per il futuro. Il saggista Guido Andrea Pautasso presenta per Electa il libro “Piero Manzoni – Divorare l’arte”, opera che, a maggior ragione nel periodo di Expo, si focalizza su una nuova lettura dell’artista milanese.

“Quella che è la cosa straordinaria dell’arte alimentare – ci ha detto Pautasso – è riuscire a conciliare la consumazione del cibo con un prodotto finale che è un prodotto artistico, per cui si riesce a conciliare arte e cultura, con il cibo che è una materia che è l’essenza dell’uomo, sapere e sapore”.

Al centro della riflessione dello studioso ci sono soprattutto le uova di Manzoni, simbolo in un certo senso dell’approccio complessivo di Piero all’idea stessa dell’arte. “L’uovo – ha aggiunto Pautasso – viene preso da Manzoni come cosa in sé, meta-empirica, una realtà assoluta e divorata dall’artista che entra in comunione con l’arte e l’assoluto, che è poi quello che era il vero messaggio di Manzoni, ossia aprire al pubblico e allo spettatore la possibilità di consumare l’arte, con una partecipazione, una comunione, cristianamente parlando, quasi eucaristica”.

E parlando di eucarestia è impossibile non pensare anche ai lavori di Manzoni con il pane. “Il pane che viene chiamato Achrome – ha concluso l’autore – è semplicemente l’affermazione del pane, cioè vedere il pane in un altro modo, come opera d’arte appunto, che è l’obiettivo di Manzoni, ossia cambiare il nostro modo di guardare i quadri, l’arte, ma anche la vita e viverla diversamente, con un approccio più organico, dove l’entrare nell’opera d’arte significava conquistare un assoluto di per sé”.

Un assoluto che Guido Pautasso, con passione e intraprendenza intellettuale, riesce a comunicare in modo brillante. Proprio perché l’arte contemporanea non va temuta ma, più felicemente, divorata.

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