Suolo, ad Assisi per ragionare dalla Terra alla Terra


Codice da incorporare

Pubblicato il 07/12/2017

Roma – Ad Assisi, grazie a Francesco vera patria dell’economia circolare, appuntamento nella giornata mondiale del suolo con “Dalla terra alla Terra. Il suolo tra cambiamenti climatici e nuovi stili di vita”, evento organizzato dal Consorzio Italiano Compostatori nell’ambito delle celebrazioni dei suoi primi 25 anni che ha messo in evidenza la crescita del settore del biowaste in Italia: 7,1 milioni di tonnellate di rifiuti organici raccolti, pari al 41,2% di tutta la raccolta differenziata nazionale; umido in aumento del 15%; 18 nuovi impianti di trattamento. Una filiera che vale 1.8 Mld di euro di fatturato e che potrebbe arrivare a generare 13.000 posti di lavoro. Il direttore del Cic, Massimo Centemero:

“Abbiamo voluto trovarci ad Assisi nella giornata mondiale del suolo perchè abbiamo voluto collegarci alla Laudato si, l’enciclica di Papa Francesco partendo da quelle che sono le bellezze del creato, con Papa Francesco che cita la gioia ma anche la preoccupazione di come sta andando questo mondo e se non si prendono decisioni veloci si va verso scenari non belli. Ci siamo concentrati su Assisi, ospiti dei frati francescani nel Sacro Convento, il messaggio è legato al suolo, con il Cic nato 25 anni fa per produrre compost e ancora oggi nonostante varianti come la digestione anaerobica o la produzione di biometano e biogas, di fatto tutte le nostre aziende producono compost, quindi un fertilizzante organico dunque collegando quella che è la terra che oltre ai frutti ci da anche i rifiuti alimentari, che riportiamo così alla terra”.

Una filiera virtuosa, quella del Cic: all’inizio erano 4 o 5 aziende, che da sole pionieristicamente hanno fondato il consorzio italiano compostatori, adesso sono quasi 150 aziende. Più di 50 con il marchio del compost di qualità, per 40 milioni di cittadini che fanno la raccolta differenziata dell’umido. Una vera eccellenza italiana, come conferma il presidente del consorzio italiano compostatori, Alessandro Canovai:

“Il nostro consorzio ha una aspettativa importante, siamo un consorzio volontario, non obbligatorio, non abbiamo le risorse economiche derivanti dai meccanismi previsti dalla legge per i consorzi obbligatori. Però abbiamo un portato più ampio, anche sociale, perchè la raccolta differenziata impatta con gli usi e costumi dei cittadini che quando sono messi in condizione di farla la differenziata la fanno. E se gli si spiega anche come la fanno anche bene. Che vuol dire di qualità. Per cui la nostra aspettativa, con tutte queste iniziative è quella di arrivare a consolidare uno scenario infrastrutturale solido, utile, qualificante e una volta tanto con orgoglio nazionale, visto che in Europa il modello del compostaggio italiano è portato spesso come esempio”.

vedi anche

COMMENTI

    Nessun commento ancora pubblicato