Sisal, 70 anni da protagonista del gioco responsabile


Codice da incorporare

Pubblicato il 28/09/2016

Roma – Ci sono oggetti che sembrano esistere da sempre. Basta guardarli e subito sono capaci di evocare un aneddoto, un ricordo, un’emozione. Così è, per milioni di italiani, la schedina del Totocalcio. Sta proprio nelle radici uniche e forti, per senso di appartenenza alla cultura di una nazione intera, di quelle colonne da riempire il presente e il futuro del Gruppo Sisal, che ha celebrato a Roma i 70 anni mettendo a confronto storie, aneddoti, racconti epici con l’innovazione, i temi del gaming business moderno, le ricadute sociali.

Sisal dunque compie 70 anni. Traguardo importante. Quali siano i tratti distintivi che hanno caratterizzato l’evoluzione e la trasformazione dell’Azienda lungo questi anni lo sottolinea Emilio Petrone, amministratore delegato di Sisal Group:

“Innanzitutto l’innovazione. L’azienda Sisal è stata sempre in grado di anticipare le esigenze dei consumatori creando grandi marchi come il Totocalcio, il Totip e più recentemente il superenalotto, e noi stiamo cercando di continuare a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi. La seconda è stata quella della responsabilità sociale, quindi questa attenzione al territorio, al Paese che stiamo cercando di portare avanti anche con le nostre nuove iniziative”.

Per Petrone quindi focus sulla conferma del ruolo di Sisal e della sua capacità di rispondere al mercato:

“Noi vogliamo continuare in questo processo di sviluppo focalizzandoci sulle direttrici chiare della nostra azienda, quindi lo sviluppo delle lotterie, del retail, cioè dei punti vendita, quello delle attività digitali, quindi il gioco online e naturalmente dei servizi di pagamento, divisione che sta crescendo molto bene”.

Dal futuro la festa di Sisal torna comunque con orgoglio al passato, raccontato con tutta la passione di un narratore di sport del calibro di Marino Bartoletti:

“Lo sport deve tanto alla Sisal, perché se siamo riusciti a partecipare alla prima olimpiade del dopoguerra è perché era nato il Totocalcio, e grazie ai proventi di quelle schedine potemmo mandare una prima delegazione a Londra, nel 1948. E da lì abbiamo potuto frequentare con dignità ogni olimpiade, anzi una l’abbiamo pure organizzata. Il Totocalcio più che un gioco è nostro fratello, ci ha consentito di sognare come giocatori e di vivere lo sport italiano proprio con dignità anche quando potevano mancare risorse, dunque se lo sport in Italia è proliferato lo dobbiamo a quell’1X2”.

vedi anche

COMMENTI

    Nessun commento ancora pubblicato