Mafia, duro colpo al clan Brunetto legato ai Santapaola-Ercolano


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Pubblicato il 18/11/2017

Messina – Proprio mentre Cosa Nostra prova a serrare le fila alla ricerca di un nuovo capo dei capi che possa sostituire il defunto boss di Corleone, Totò Riina, i Carabinieri di Messina hanno messo a segno un nuovo colpo contro la mafia siciliana decapitando il clan Brunetto, legato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano.

Dodici le persone sottoposte a fermo, 10 in carcere e 2 ai domiciliari, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento seguito da incendio e traffico di sostanze stupefacenti. Tra loro anche due braccianti agricoli recentemente trasferitisi in Germania

L’operazione denominata “Fiori di pesco”, si è svolta tra Italia e Germania, coinvolgendo le province di Messina, Catania, Palermo, Bari e Chieti.

Gli arresti sono arrivati al termine di una complessa attività d’indagine, iniziata nel 2013 dalla Compagnia Carabinieri di Taormina, che hanno permesso di accertare come il Clan Brunetto gestisse l’attività di estorsione ai danni dei titolari di aziende agricole e proprietari terrieri della zona, per ottenere il controllo o la gestione delle locali realtà imprenditoriali nel settore agro-pastorale.

Le investigazioni, inoltre, hanno consentito di documentare come il sodalizio si approvvigionasse di sostanze stupefacenti mediante la collaborazione di alcuni soggetti, legati alle famiglie mafiose catanesi, incaricati di rifornire periodicamente la consorteria di ingenti quantitativi di marjuana, che venivano poi commercializzati presso le principali “piazze di spaccio” dell’hinterland di Taormina.

Determinanti le intercettazione, telefoniche e ambientali, che hanno permesso di ricostruire anche le dinamiche interne al sodalizio.

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