Il poker come emblema della cattiveria umana in Regalo di Natale


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Pubblicato il 12/01/2018

Milano – Il gioco, l’amicizia, l’azzardo, la cattiveria, le bugie. A più di trent’anni dall’uscita del film “Regalo di Natale” di Pupi Avati, la storia, più attuale che mai, torna a teatro in scena al Manzoni di Milano, come racconta Gigio Alberti uno dei protagonisti.

“Quattro amici che si ritrovano per una partita di poker la sera di Natale con un ospite, un pollo da spennare, che non è così contento di farsi spennare e cercherà di spennare gli altri. I quattro che sembravano così amici, non sono così amici…questo è il sunto dello spettacolo”.

Uno spettacolo sul poker, sull’amicizia tradita e sulle relazioni umane, non più ambientato negli anni ’80 ma ai giorni nostri come spiegano Filippo Dini e Valerio Santoro.

“Si parla delle crisi, tutti i personaggi di questa storia sono vittime della crisi economica. L’atmosfera quindi è un po’ diversa da quella in cui era immerso il film. In realtà non siamo cattivi, ognuno di questi personaggi ha il desiderio di rifarsi una vita che in qualche mondo è andata in un modo che non è quello desiderato”.

“A maggior ragione oggi ritroviamo nella crisi economica quella disperazione di questi quarantenni ancora più profonda e quindi trova ancora più riscontro nella società contemporanea, perchè la crisi di oggi non è quella degli anni ’80 in cui è fatto il film”.

La storia, attorno al tavolo verde, ha tinte noir ma anche la leggerezza della commedia, risate amare come amara può essere la commedia della vita con i suoi rischi di cui il poker è emblema perfetto. Una serie di divertenti colpi di scena immergono il pubblico in un mondo dove la perfidia e il tradimento sembrano vincere su tutto.

“Pian pianino dell’armadio cominciano a uscire i cadaveri che non ti aspetti e sono sempre delle sorprese, delle volte amare. Il mio ruolo è quello della sorpresa amara, la più amara di tutte. Quest’uomo che sembra abbastanza schifoso e innocuo in realtà rivelerà essere una specie di scorpione dal morso mortale”.

Regalo di Natale è il trionfo del singolo sul collettivo, è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, un’amara riflessione su come stiamo diventando o siamo già diventati.

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