Il mistero del sottomarino scomparso, resgistrato rumore anomalo


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Pubblicato il 23/11/2017

Buenos Aires – Tecnicamente è definita una anomalia idro-acustica. La Marina argentina sta indagando sulla natura di un rumore inusuale avvertito ore dopo l’ultima comunicazione con il sottomarino scomparso ARA San Juan, ma ha rifiutato di indicare quel rumore come un’esplosione.

Le ore passano e diventano sempre minori le speranze di trovare vivi i 44 membri dell’equipaggio, ora dispersi da una settimana nonostante le ricerche serrate sulla superficie e sul fondale dell’oceano. Si teme che l’ossigeno sia ormai terminato.

Il portavoce della marina Enrique Balbi ha detto ai giornalisti che è stata registrata un'”anomalia idro-acustica” nell’oceano circa tre ore dopo l’ultima comunicazione con il sottomarino il 15 novembre, a 30 miglia a nord della sua ultima posizione conosciuta.

Alla domanda se il rumore potesse essere quello di un’esplosione, il portavoce ha rifiutato di entrare nel dettaglio: “E’ una situazione critica e l’inquietudine sta crescendo. Siamo preoccupati, come le famiglie. Oggi entreremo nel settimo giorno, un giorno cruciale per la capacità dell’ossigeno” nel sottomarino, ha dichiarato.

Le ricerche continuano a essere ostacolate dalle avverse condizioni dell’Atlantico meridionale, con onde alte fino a sei metri. Questo ha però anche alimentato la speranza che il sommergibile possa essere in superficie, alla deriva, e non venga individuato proprio per il cattivo tempo. Al di là dei problemi meccanici, l’equipaggio potrebbe anche essere sopravvissuto se il sottomarino avesse ancora la capacità di salire o stare in superficie.

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