Federico Ferrazza di Wired: digitale è la lingua del nostro tempo


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Pubblicato il 20/09/2017

Milano – Un progetto editoriale basato su 3 asset: il digitale, dal sito Web alla gestione dei social, gli eventi cioè le Wired Next Fest di Milano e Firenze, e un giornale completamente trasformato. Questo è il Wired guidato da Federico Ferrazza, che è direttore dal 2015, anno di svolta per il giornale: digitale resta la parola d’ordine. “Il digitale non è più un’opzione, non si può più pensare di fare qualcosa senza partire dal digitale: è la lingua del nostro tempo, della contemporaneità, tutte le comunicazioni si basano sulle tecnologie digitali. Per un brand che fa comunicazione come il nostro è impossibile non puntarci: vuol dire non solo comunicare oggetti digitali come il sito ma partire per costruire tutta l’offerta di informazione”.

La visione di Wired è quella di un futuro che sarà migliore partendo dall’innovazione. “La storia del mondo ci dice che ogni volta che c’è stata innovazione a partire dalla ruota, i vaccini, la macchina a vapore di Watt, ci sono stati sempre progressi in tutta la società. Non dobbiamo avere paura di futuro e innovazioni, ci saranno degli smottamenti che danneggeranno alcuni ma ne gioveranno altri, il saldo del cambiamento sarà positivo”.

Ferrazza è tra i protagonisti di HiTalkSuperDigital, l’evento in programma il 21 settembre a Roma, all’ex Dogana dello Scalo san Lorenzo: tra i temi centrali c’è l’importanza di raccontare storie con format innovativi, in un momento in cui siamo bombardati dalle informazioni. “Dobbiamo cercare di catturare l’attenzione dei lettori, essere per loro interessanti ed oggi è più difficile che in passato perchè abbiamo molti più competitor, tutti gli strumenti con cui le persone passano il tempo su Internet e sullo smartphone. Una volta ci riescono tutti a catturare l’attenzione ma bisogna provare a farlo più volte, e dunque bisogna essere credibili ed autorevoli”.

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