Antonio Ciotola, chef non vedente: “Cucino con il cuore”


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Pubblicato il 23/11/2017

Napoli – Cucina con il cuore e non con gli occhi. Antonio Ciotola, chef titolare della Taverna degli Archi di Belvedere Ostrense, nelle Marche, è un cuoco non vedente: uno dei due chef della Federazione Italiana Cuochi, che si è radunata con oltre 2mila cuochi di tutta Italia a Napoli per il 29esimo Congresso nazionale. Antonio ha perso la vista la notte di Capodanno alcuni anni fa a causa di alcuni fuochi di artificio. Ma non ha perso la passione e l’amore per il cibo. Lo abbiamo incontrato a Napoli. Ci racconta la sua esperienza.

“Sono non vedente, a 25 sono andato nelle Marche dove ho aperto una attività da vent’anni. Nelle Marche ho trovato una cosa bella e ho perso una cosa bella: ho trovato moglie e ho perso la vista. Ma non mi sono mai fermato, continuo a fare il mio lavoro, lo faccio con tanto amore, conoscendo piatti e creandone altri. Forse avendo più sensibilità a livello olfattivo e gustativo, i piatti sono migliorati”.

Antonio è anche portatore del messaggio per una sana e corretta alimentazione: “La gente quando assaggia un piatto, deve sapere cosa c’è dentro”.

Il suo piatto forte? “Vado in base alla stagionalità, ma essendo chef onorario del tartufo bianco di Acqualagna, facciamo questo piatto favoloso: ingredienti marchigiani, formaggio di Fossa, coltivato e stagionato in fossa di 30 metri, scaglie di tartufo bianco lamellato, e pomodorini tardivi del mese di agosto”.

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