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Pubblicato il 02/01/2017

Dal Best Of

DAVID BOWIE

E’ morto David Bowie, il Duca Bianco, uno degli ultimi grandi del rock, se ne è andato a 69 anni per un cancro. A dare l’annuncio sono stati i suoi familiari suoi social network. Aveva compiuto 69 anni l’8 gennaio, data in cui era uscito anche il suo ultimo lavoro, “Blackstar”, 28esimo album di inediti, a 3 anni di distanza da “The Next Day”, pubblicato a marzo 2013 dopo 10 anni di silenzio. In “Blackstar”, diventato il testamento musicale di Bowie, il rock si fonde con melodie jazz, nel solco della sperimentazione e della contaminazione che da sempre hanno segnato uno degli artisti meno etichettabili e più poliedrici di sempre.

THE BOSS A MILANO

Bruce Springsteen ha salutato così in italiano il pubblico di San Siro a Milano il suo pubblico”il più bello del mondo” ha detto dal palco del debutto in Italia del “The river tour”. E i 60mila che hanno riempito lo stadio non sono stati delusi: Springsteen come sempre non si è risparmiato suonando e cantando con la E street band per quasi 4 ore di fila senza mai riprendere fiato. Con ritmo voce ed emozione intatti negli anni come pochi altri al mondo.

GIANMARIA TESTA

Addio a Gianmaria Testa: il cantautore piemontese è stato stroncato da un tumore. Era diventato famoso in Francia prima che in Italia, esplodendo con un concerto all’Olympia di Parigi nel 96. L’ultimo disco live era uscito nell’autunno del 2013, frutto di una lunga tournée in Germania col suo quartetto. Cantava con voce sommessa, roca, per certi versi affine a quella di Paolo Conte. Aveva un rapporto solido con il suo pubblico, era cantautore da locali, teatro, non da stadio. Solido era anche il suo impegno civile, “Per una buona causa io ci sono”, amava dire.

UN ALTER EGO DEL CANTANTE

C’è una giungla al centro di “Made in Italy”, il ventesimo disco di Luciano Ligabue, undicesimo di inediti. Una giungla nella quale il musicista emiliano si muove attraverso un personaggio, che, in un gioco alla Sliding doors, è un alter ego dello stesso Ligabue. “Questo, che abbiamo chiamato Riko, potrebbe essere benissimo quello che avrei potuto essere io se non avessi fatto il cantante. E mandare avanti lui per dire, magari da più incazzato, le cose che penso io è diventato un modo per essere ugualmente me stesso, esponendomi ugualmente se non anche di più”. Un’esposizione che passa anche attraverso le sonorità molto interessanti del disco: “Non ho mai giocato con i generi come in questo album, sentite un po’ di soul, di rhythm and blues, di ska, di reggae, di funky.

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