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Pubblicato il 30/11/2017

DOPO LA CRISI IL RITORNO I NEGRAMARO: “PIU’ FORTI DI PRIMA” ALBUM

Voltare pagina per ricominciare, i Negramaro con il loro ultimo album “Amore che torni” segnano un  “nuovo inizio” dopo la crisi che li ha portati a un temporaneo sciolglimento del gruppo, che fino ad ora non era stato reso noto. A spiegare come sono usciti da questo “buco nero” è il cantante Giuliano Sangiorgi. “Amore che torni” penso sia l’album più accecante dei Negramaro, pieno di luce che pensavamo di non vedere. In realtà l’abbiamo vista e messa a fuoco nel disco, abbiamo passato un momento buio”.

SU RAI1 “SCOMPARSA” CON VANESSA INCONTRADA FICTION

Vanessa Incontrada torna nel ruolo di madre in una fiction in cui affronta un evento drammatico come la scomparsa improvvisa di una figlia. Va in onda su Rai1 “Scomparsa”, in cui la Incontrada interpreta una psichiatra, madre single con una figlia adolescente. “A volte pensiamo di conoscere i nostri figli ma in realtà non li conosciamo così bene. Non c’è un errore di base, tante volte siamo distratti da cose o la vita ci porta a non avere una attenzione adeguata”.

“D’AMORE D’AUTORE” INSTANCABILE GIANNI MORANDI DISCO

All’attivo ha più di 4000 concerti, 40 album, 15 film: Gianni Morandi è un vulcano. A 73 anni non ha alcuna intenzione di smettere anzi, ha appena pubblicato un nuovo lavoro in cui parla d’amore con freschezza e passione. “Sono veramente felice perchè sono riuscito a fare un disco particolare ci sono otto grandi autori che hanno scritto sul tema che io ho sempre cantato in tutti questi anni l’amore. Il disco si chiama “D’amore d’autore”, perché se non si canta d’amore di cosa si canta”.

I VOLTI DEL LIBANO “HOME BEIRUT” AL MAXXI MOSTRA

E’ una città segnata dal recente passato ma proiettata verso il futuro la Beirut presentata attraverso 100 opere nella mostra “Home Beirut Sounding the Neighbors”, al Maxxi fino al 20 maggio. Le diversità culturali, le memorie della guerra, l’effervescenza del presente e la profonda trasformazione urbana sono testimoniati da 36 artisti libanesi. La curatrice Giulia Ferracci: “La mostra è anche un’occasione per riflettere su alcune delle più importanti manifestazioni di resistenza dell’uomo, rispetto a quello che sono le vicende della guerra civile e del successivo attacco israeliano avvenuto in Libano”.

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