Tv Nicola Savino: Sogno Ibra e Berlusconi sull'Isola dei Famosi
Sono Marco Liorni ma ero…Marco Donati, per la verità, quando ho iniziato a lavorare in radio: il proprietario di Tele Radio Domani diceva che il mio cognome non si capiva bene, ce ne voleva uno più semplice. Così mi fece sentire un jingle cantato da lui, una specie di cover di ‘Hurrà!’ di Tozzi, col testo cambiato: “Hurrà, c’è Marco Donati qua, Hurrà sui 90.100” tutto molto baritonale, una cosa da piegarsi dalle risate! Ma aveva ragione: Liorni è un po’ tosto da ricordare.
Parlo del cognome perché diventa il tuo marchio quando lavori in radio o in tv: col passare del tempo significa alcune cose, belle o meno belle, e te lo porti dietro come quello stampigliato sulla scatola di un detersivo.
Sei un prodotto, quelli del marketing te lo fanno capire in mille modi, e tu devi uscire dalle riunioni con loro e fare solo una cosa: dimenticare tutto quello che ti hanno detto.
Mi piace la radio perché entra nel tuo giorno senza che ti ci devi sedere davanti, e se ne scegli una piuttosto che un’altra è perché la senti davvero ‘in sintonia’ con te.
Mi piace soprattutto raccontare storie e percorsi: quelli che ognuno di noi traccia mettendo tutto se stesso, il suo istinto, le sue idee ed emozioni dentro questa rete intricatissima di parole, energie, messaggi, immagini nella quale siamo immersi.
Ogni giorno, quando arrivi a mezzogiorno, hai già alle spalle almeno un’ora nel traffico, ventuno buongiorno, quindici telefonate, venti messaggini, un cliente idiota, il computer che s’è impallato, un’arrabbiatura e due caffè! Ci vuole solo una cosa: relax!
Però conservate un messaggino anche per noi: dalla tv ( …che illumina, ma non abbronza!) si comunica a senso unico: qui no.