32 anni nato da genitori originari di Panama, cresce a Los Angeles e inizia la sua carriera da musicista hip hop per poi dedicarsi al soul. "Il mio obiettivo con la musica è un cambiamento sociale positivo", dice Aloe Blacc, originario di Orange County, California. "Anche se la musica di per sé non esprime esplicitamente qualcosa che potrebbe significare un cambiamento sociale positivo, il prodotto finale della musica lo farà". Lui parla in termini generali della sua carriera, ma in modo più specifico delle circostanze che hanno dato vita al suo album in uscita "Good Things", composto dal versatile cantante ed autore assieme al team di produzione della Truth & Soul Records. "Good Things" (in uscita in Italia per Carosello Records a luglio) segna un cambio della metodologia di scrittura da personale a politica per Aloe, che descrive il suo progetto come un report sulle condizioni di vita del presente - la mancanza di lavoro e di alloggio, l'appropriazione indebita di denaro, il saccheggio delle risorse naturali, e la mancanza di compassione da parte del capitalismo, al quale tutti siamo funzionali, e sotto il quale qualcuno lotta per sopravvivere. I titoli di canzoni come "You make me smile" o "Miss Fortune", uniti ad una produzione ariosa, quasi eterea, da parte di Leon Michaels e Jeff Silverman della Truth & Soul, mascherano un mood di sottofondo in cui i testi di Aloe risultano sia riflessivi che provocatori. Questo risulta molto evidente soprattutto nel singolo d'esordio, "I Need a Dollar" - commissionato dalla HBO come tema sonoro per la serie TV "How to Make It In America" - perché, ultimamente, questo è il solo modo di farcela di America. "I need a Dollar", hit mondiale, nø 1 in Inghilterra in questi giorni, è un pezzo insaporito dal funk, contaminato dall'hip hop e grondante di fascino vintage, che ha acclamato Aloe Blacc "il nuovo re del soul". Aloe Blacc, nato nel sud della California, inizia la sua carriera come un MC nel 1995, quando inizia a collaborare col produttore hip-hop Exile (Mobb Deeo, 50 Cent) per dar vita agli Emanon, una band rap indipendente. Qualche anno dopo Aloe "viaggia clandestinamente" durante il tour europeo dei Lootpack, band che vede la presenza dell'ancora poco conosciuto produttore/rapper Madlib. Aloe comincia a costruire una relazione molto fertile dal punto di vista creativo con Madlib e suo fratello Oh No, e il suo album di debutto Shine Through viene pubblicato dalla Stones Throw nel 2006. Discendente di prima generazione da parenti panamensi, Aloe è diventato simile a ciò che una volta lo scrittore e attivista Amiri Baraka (all'anagrafe Leroi Jones) ha scritto di John Coltrane. E' un singolare "viaggiatore focalizzato sull'obiettivo dei sentimenti" che ha trovato coesione tra l'arte e la propria vita. Il percorso che parte dal suo debutto del 2006, l'album multi-genere "Shine Through", fino a "Good Things", è simile alla maturazione di Marvin Gaye tra "That's the Way Love Is" e "What's Going On", il capolavoro che lo ha seguito. Aloe non ha mai preteso di essere un erede di Gaye, ma musicalmente "Good Things" e "What's Going On" sono molto compatibili, perché entrambi danno una caratterizzazione ben precisa dell'artista, che lo separa dalla marea di interpreti, facendo affermazioni molto vivide e distinguibili - non didattiche o conformiste - su chi sono e su cosa fanno. "Good Things" è una dichiarazione definitiva che consacra Aloe all'interno del panorama soul moderno. L'essenza di questo personaggio musicale è un Robin Hood di questo periodo di recessione, il cui obiettivo è vendere e guadagnare dai suoi successi con la speranza di liberare i meno fortunati dal sistema capitalistico che è al contempo il loro oppressore e la sua motivazione. Laureato nel 2001 alla University of Southern California, Aloe ha avuto una miriade di influenze - teorici del trascendentalismo come Henry David Thoreau e Ralph Waldo Emerson, l'esistenzialismo Francese, Oprah Winfrey, Tavis Smiley, Cornel West - che lo hanno portato dai flussi di coscienza che lo guidavano come un MC agli inizi della sua carriera, ad un approccio più disciplinato alla scrittura dei brani, e ora, al desiderio di influenzare un cambiamento e indurre alla compassione per mezzo del suo stesso successo. Questo è il suo piano di azione, il quale dà il nome alla sua band di supporto ("The Grand Scheme"). La chiave è il compromesso e la comprensione dell'arte pop. Aloe vuole infilare i guanti e darsi da fare nel mercato. Ci sono buone cose all'orizzonte.























