La silloge che vien fuori da Alibi inversi è un lavoro ampio e complesso, che sperimenta e analizza una molteplicità di temi e di situazioni, un’antologia ragionata e orchestrata sapientemente in modo da realizzare una composizione organica, in cui ogni singolo verso sia in perfetta concordanza con gli altri. Nulla è lasciato al caso, dunque, ma tutto risponde ad una precisa volontà di unitarietà e ad una coerenza globale. La stessa struttura è organizzata in maniera meticolosa, suddivisa in nove sezioni, ognuna recante il nome di una delle muse greche. [...] Ne scaturisce un senso della Poesia alto, che va oltre gli stereotipi e i confini della poesia contemporanea, per valicarli e creare il nuovo, rendendo onore alla Poesia in maniera completa, sia dal punto di vista espositivo che contenutistico, elevandola dalla banalità in cui troppo spesso si trova.
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