RAI, addio: ecco la versione di Massimo Giletti che passa ufficialmente a La7

02 agosto
giletti

Massimo Giletti sbarca ufficialmente a La7. Il cambio di rete televisiva, è stata confermato dallo stesso conduttore che, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della sera, ha parlato dei motivi che lo hanno portato a dire addio alla Rai.

È stato inevitabile uscire dalla Rai e provare tristezza. Anzi, molta amarezza perché è casa mia, non avrei mai pensato che nel 2017 mi sarei ritrovato nelle condizioni di dover lasciare quel posto così pieno di significati per me.

Un addio che, però, non mette in discussione quanto di buono è stato costruito attorno al suo programma “L’Arena”.

La rifarò. La mia Arena… Qualcuno sperava che non andasse più in onda perché, dicono, dava molto fastidio. Ma L’Arena è la mia creatura professionale, l’ho fatta nascere, l’ho modellata. Ho scelto La7 perché ho capito che era lì la strada per dare continuità a questa esperienza. L’Arena continuerà a esistere, a dar voce all’Italia che ha scoperto e capito. La ragione per cui ho deciso per un simile passo è stata proprio la continuità del programma.

Giletti passa ufficialmente a La7: “Rai? Qualcuno dovrà spiegare perché l’Arena è stata chiusa”

Secondo Dagospia, la decisione di passare a La7 è stata anche per il veto di Mediaset e di Barbara D’Urso: “Non credo che in una tv importante si possano accettare veti da Barbara D’Urso o da altri conduttori -afferma Giletti- . Crederlo sarebbe irrispettoso nei confronti di un network come Mediaset che ha alla guida un personaggio del calibro di Pier Silvio Berlusconi. Non penserei mai una cosa del genere”. Per Giletti, la Rai non ha voluto riconfermare il suo programma per motivi molto più celati: “Evidentemente il direttore generale, che ha la piena libertà di scegliere la propria linea editoriale, ha ritenuto che il successo di un programma seguito da 4 milioni di spettatori, con oltre il 22% di share dalle 14 alle 15, non bastasse per riconfermarlo. Evidentemente L’Arena è un programma scomodo”.

Alcuni affermano che il suo programma dimostrasse una cultura di centro-destra: “È vero, mi hanno difeso Meloni e Salvini però storicamente la politica sposa le convenienze dell’istante, ma tutti sanno che io sono un uomo libero… Non ho mai avuto padroni, la mia forza è sempre stata quella di essere super partes. Mai avuto alcun mandato politico, ed è stata la mia identità. Credevo bastasse per una tv pubblica avere questi risultati come garanzia. Evidentemente non è così. E un domani qualcuno dovrà spiegare, non a Giletti ma ai quattro milioni di telespettatori, perché L’Arena è stata chiusa. Ma la verità, non le favole”.

La Rai, però, ha provato a trattenere per vie traverse Giletti, proponendogli dodici prime serate il sabato sera e reportage dai fronti dove sono impegnati i contingenti italiani: “In certe occasioni per rimanere educati è meglio non rispondere – commenta Giletti – Dodici eventi serali di intrattenimento, privi della mia anima giornalistica… io sono giornalista dal 1994. E poi quei reportage: ho qui una email dell’8 luglio. Sarebbero andati in onda tra luglio e agosto nel 2018-2019. Ecco, una proposta del genere, proprio nell’anno delle elezioni, mi è suonata molto male”. Infine, il conduttore ormai ex Rai, ribadisce il motivo della sua scelta di andare a La7: “In questa storia, il criterio del denaro è all’ultimo posto. La mia è una scelta di libertà. Con mio padre ho avuto un rapporto tempestoso ma mi ha insegnato una cosa: mai abdicare alla dignità. Per me chiudere L’Arena sarebbe stato abdicare alla dignità. Fare altri programmi voleva dire comprare il mio silenzio. Con grande dolore, non ho potuto accettarlo”.

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