Marlen Pizzo

WHO?
Marlen..no..non è un nome d’arte. Sono nata fortunata, i miei erano pazzi o forse solo lungimiranti. Marlen, così, senza la E. No, non come le mele, nemmeno come la Dietrich e no, neanche come la canzone dei Litfiba. Manca sempre la E, così come a me manca sempre qualcosa per essere soddisfatta. Raggiunto un traguardo ecco che già sto pensando a quello successivo.
Quindi forse il mio nome va pronunciato così: Marlen..e?

WHAT?
Tante cose…volevo fare! Una su tutte: il teatro. A14 anni il banale, ma significativo esordio:” Oh Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?” Pochi anni dopo la scoperta di un altro mondo parallelo, un gioco bellissimo: la radio. Da lì in poi sono ancora oggi in costante ricerca di tutto ciò che può appassionarmi. La musica è la guida, dai neomelodici all’heavy metal, va bene tutto, ma vincono i Led Zeppelin!

WHEN?
1983. Lunedì mattina. Nasco in ritardo, costringendo mia madre a vedere i fuochi d’artificio della festa di paese dalla finestra dell’ospedale. Da sempre, timida e silenziosa.
2006. Anno in cui imparo a gestire la timidezza (ci ho messo un po’), mi diplomo alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e inizio la professione di attrice.
Anni di esperienze e vagabondaggi.
2014. Mollo tutto. Ogni tanto serve fermarsi per permettere alle cose giuste di accadere.
2015. L’anno della svolta. L’istinto mi dice che quel video di 60 secondi per RDS ACADEMY va fatto. Lo faccio. Mi chiamano. Entro, ma sbaglio ed esco. Poi però ritorno. Dimensione Suono Due.

Imparo che la radio è diversa da come l’ho sempre affrontata…è sempre quel gioco bellissimo di allora, ma con delle regole.

E poi..sono qui.

WHERE?
Carrù..provincia di Cuneo. Poi Torino, un po’ Napoli, Milano, Berlino, poi sempre Torino. Adesso Roma, stupenda e complicata. Ma sono tanti i posti che voglio ancora vedere.

WHY?
E’ la domanda che mi faccio con maggior frequenza. La più importante di tutte. Quando non c’è risposta è sintomo che sta arrivando qualcosa di positivo o che è appena successo qualcosa che evidentemente doveva andare proprio così.

“There will be an answer, let it be, let it be…” io dei Beatles mi fido.