Ebbene ragazzi oggi è il primo anniversario del mio viaggio a New York!
Mi si stringe il cuore al pensiero ed ancora non posso credere di aver visto uno dei posti più belli del mondo!
Ricordo il giorno della partenza, ricordo la commozione che ho provato, durante l'atterraggio a Newark, vedendo in lontananza la Statua della Libertà, e poi via verso il cuore di Manhattan.
Ciò che più mi ha impressionata, inizialmente, era l'enormità di tutto quello che mi circondava, ed una sensazione di impotenza. Quei grattacieli altissimi che si erigono maestosi, con la loro storia, il loro fascino, sembravano dirti: " sei a New York City ", ma io ancora non ci potevo credere. Così, sbigottita, a bordo dell'autobus che mi portava in albergo, continuavo ad alternare lacrime a sorrisi.
Pian piano prendevo confidenza con quei grattacieli che inizialmente mi facevano notare di essere nella City, ora, mi facevano notare di essere posseduti per la maggior parte da Donald Trump, c'erano 'Trump Tower' ad ogni isolato!
Strade con taxi gialli e limousine che sfrecciavano da destra a sinistra, il fumo che usciva dai tombini, gente di ogni razza, cultura, rango sociale che camminava per le vie super affollate, chioschi di hot dog e pretzel a 1$, odore di fritto ovunque, clacson e sirene di polizia ed ambulanze ogni 10 secondi. E poi, in mezzo a questa " jungle " (come dice anche Alicia Keys), eccolo, il Central Park, un'oasi verde in mezzo al caos più totale.
Ogni giorno era obbligatoria una tappa rigenerate nei mille sentieri
del parco tra uccellini e scoiattoli, tantissimi, un'invasione! Non
sembrava vero che in una città del genere, piena di vetro e cemento, ci
fossero tracce di flora e fauna!
Che ricordi...quel cocktail che ho gustato sulla terrazza panoramica dell' Hudson Hotel all'80° piano, il Metropolitan Museum, i musicisti talentuosi che si esibivano nelle metropolitane, la passeggiata notturna nel Central Park con lo skyline illuminato che faceva da sfondo, il silenzio inquietante di fronte alle rovine di Ground Zero (ancora mi vengono i brividi), i cup cake di Magnolia Backery nel Village, i Burritos di Harry's nel west side, il caffèlatte rigorosamente ustionante di Starbucks, lo shopping sulla Fifth avenue ( quel giorno mi sentivo una via di mezzo tra Rebecca Bloomwood e Carrie Bradshaw)....era il mio sogno e lo stavo vivendo.
E poi, e poi, e poi, quante cose ho visto, così tante che non posso raccontarle tutte. Lascio a chi di voi ancora non l'avesse visitata l'immaginazione di come possa essere magnifico vivere la Big Apple, la città che non dorme mai e, a chi l'avesse già vista, spero di aver rievocato ricordi piacevoli.
Ho trascorso i 12 giorni più belli ed emozionanti della mia vita, è un viaggio che ricorderò per sempre.
I♥NY
hanno già messo le luminarie di natale...doh!Troooppo presto!!