L'ultimo messaggio è stato inserito da layura il giorno 29 12 2009 alle ore 23:49
Piove...
Brutta giornata, uggiosa, di pioggia, sembra novembre e le nuvole basse sembra ti debbano soffocare da un momento all'altro. La pioggia insistente si sente sui tetti... la senti scorrere... odiosamente... e la tristezza si fa strada portandoti con i pensieri, a rispolverare quegli angolini dove non ci vai sempre... anzi cerchi di "evitarli"... dove di solito nascondi i ricordi più tristi.
1) Tutto nasce
dal letto e tutto deve tornarvi, più di una volta al giorno.
2)
Correre ti fa scoprire prima il tuo destino. Non farlo mai.
3) Se qualcuno ti offre un lavoro è perché
vuole dividere con te la fatica. Consideralo un nemico.
4)
Muoversi aiuta la digestione e ti spinge a mangiare, consumare e
spendere di più. Non farlo mai, se puoi.
5) Lavarsi più di una volta alla settimana toglie alla pelle il
necessario strato protettivo e può causare gravi malattie, tra cui la
lebbra e la pellagra.
6) Stare in piedi logora la colonna
vertebrale e favorisce il mal di schiena. La sedia è la tua migliore
amica, il divano tuo fratello.
7)
Il suono della sveglia turba l’equilibrio fonetico dell’universo ed è
spesso causa di otite. Quando ne vedi una, distruggila, ovunque la
trovi.
8) La distanza più breve tra due punti è sempre il
telefono.
9) Il cibo più buono è
quello più vicino a te, a chiunque appartenga, uomini, cani, gatti o
uccellini.
10) Mettere a posto la camera significa
eliminare anni di ricordi e tracce del tuo passato. Solo gli insensibili
e gli sconsiderati lo fanno.
La paura c’è, ma è un’emozione che deve essere governata: fra la paura e il panico c’è solo un sottile diaframma, un confine che un navigatore solitario non deve mai oltrepassare. Quindi, già prima di abbandonare la riva, le tensioni devono essere metabolizzate, si deve essere certi che qualunque cosa accadrà la si farà franca. Si deve - insomma - credere in se stessi, nei mezzi che hai a disposizione, nelle tue intuizioni, nella voglia di raggiungere gli obiettivi prefissati. Qualche volta lo sconforto ti aggredisce, per batterlo è necessario armarsi di fierezza e umiltà. Attimi infiniti, nei quali si pensa di essere a limite. In questi frangenti è fondamentale sapere di essere fisicamente e psicologicamente fortissimi. Per viaggiare da soli fra le onde degli oceani, si deve pensare positivo, sradicare al primo accenno i germogli di pessimismo che qualche volta si fanno capolino nei meandri più remoti dell’anima, smuovere i sentimenti, far leva sulle motivazioni che ti hanno messo su questa barca. (Gaetano Mura navigatore solitario)
Perché, fondamentale principio evolutivo nella grande traversata della nostra vita, si sa che alla fine il rischio più grande di tutti è non prendersi rischi. (questo lo dico io)
Il vecchio ha di sicuro mille storie da raccontare, ma parla poco e il ragazzo ha fretta, deve andare, andare ovunque e da nessuna parte. Sì, il ragazzo lo sa che il nonno ha traversato tanti decenni, ma sono stanze polverose, chiuse per sempre, corridoi bui e vuoti dove passeggiano solo i morti. Il ragazzo si ripromette di sedersi su quella panca, un giorno, ma non oggi, e nemmeno domani, il futuro è pieno di giorni! E finalmente UN GIORNO quel ragazzo diventato uomo si siede davanti al vecchio, su quella panca nell’angolo della cucina. Guarda quegli occhi che un tempo erano veloci e verdi e ora sono acqua di stagno, guarda quel corpo rannicchiato nell’angolo che pare volersi chiudere per sempre come una cassa di legno. Vecchio mio, gli dice, sono qui, adesso raccontami la tua storia affinché io possa capire anche la mia. Ma il vecchio scuote appena la testa, sussurra poche parole. "Che c’è, nonno, che dici, non ti sento, parla un po’ più forte, racconta." E il vecchio alza gli occhi che sembrano ciechi. "Mi dispiace ragazzo mio, dice con un filo di voce spezzato, ormai non ricordo più nulla."
(Marco Lodoli)
Non perdere mai il tuo tempo, nè pensare mai che il tuo tempo sia in qulasiasi modo "perso"... in qualsiasi modo è stato, è e fai in maniera che sia sempre vissuto...
Ci siamo: Natale è arrivato e finalmente siamo alla fine di un anno lungo, difficile e faticoso, anche più del solito, sotto tutti i punti di vista!
Ed allora, come segno di speranza e di fiducia, i miei migliori Auguri per cose sempre migliori...
...che il Natale sia ricco di emozioni e che lo possiate trascorrere insieme alle persone più care, che sia un giorno lieto e pieno di affetto.
Ed il nuovo anno denso di sorprese, soddisfazioni e di mille possibilità per la soluzione dei problemi, pieno di salute, di serenità per voi e per le persone a voi più care.
Vorrei riuscire a guardare il mondo con quell'interesse, quello stupore, quella "fantasia" con cui lo guardavo da "piccolo". Vorrei riuscire a concludere un colloquio di lavoro senza avere la coscienza di essere "sceso a compromessi". Vorrei riuscire a sintetizzare in due parole quello che mi ha dato la vita, fino ad adesso. Vorrei riuscire a vivere dei giorni così intensamente da poter dire: - "Ora posso anche morire". Vorrei riuscire a tuffarmi in quel bicchiere senza chiedermi se è mezzo vuoto o mezzo pieno. Vorrei poter passare queste feste con quella "leggerezza interiore" che, purtroppo, non sento più. Vorrei osservare ed agire più che guardare e reagire.
1) Mentre fai l’amore sussurri al tuo partner: “Commenta, Ti piace, Condividi.” 2) Hai deciso che chiamerai i tuoi figli Bacheca e Profilo. 3) Quando nessuno ti vede, estrai dal tuo naso una caccola e urli: “Taggata!”
4)
Durante l’ultimo pranzo domenicale, hai pensato se era corretto
chiedere a tua nonna di passarti il pollo anche se non le hai mai
chiesto l’amicizia.
5) Hai fondato il gruppo: “Come fare una torta salata con le briciole trovate nella tastiera del PC”, e sei l’unico membro. 6) A tua madre hai detto che d’ora in avanti alla frutta e alla verdura ci pensi tu con FarmVille. 7) Quando fai una figura di merd* in pubblico, pensi: “Visualizza tutti i commenti” 8) Il tuo impegno di oggi è stato suggerire a “Mozzarella di bufala” di diventare fan di “Fender Stratocaster”.
9) Mangiando gli spaghetti alla carbonara speri che il tuo fegato faccia un “aggiungi agli amici” alla pancetta.
10) Quando vuoi piangere a comando, immagini un mondo con solo MySpace e Twitter.
Le grandi città non ci aiutano certo a essere gentili, neanche la vita frenetica. Pretendiamo gentilezza ed educazione, ma forse siamo i primi a non essere più attenti all’altro. Gentilezza è l’insieme di tante cose: di galateo, di cura, di sorrisi, anche di piccole rinunce. Quando chiedete una cosa, che sia un’indicazione, un chilo di pane, o qualcosa di lavoro, dite sempre “per favore” e ringraziate? Sembra facile, ma oggi sono parole in disuso. Al bar ringraziate sempre il cameriere che vi porta il caffè o il piatto? Lui non è uno schiavo! Al semaforo è davvero necessario sbraitare se uno non parte subito appena scatta il verde? Potrete pensare: “Muoviti!”, ma che senso ha gesticolare e sventolare il dito medio? A voi non capita mai di non conoscere la strada? Provate ad essere comprensivi e a immedesimarvi nell’altro, perché a tutti prima o poi capita di non conoscere una "procedura", una via, uno sportello. Certo, troverete persone che vi faranno passare la voglia di essere gentili, altri che vi guarderanno come se foste un alieno, ma ricordatevi: la gentilezza è disarmante, e saranno gli altri a imitarvi. Sorriso, grazie, prego, mi scusi, molto gentile, le sta molto bene, sono frasi che ci fanno già stare bene, dovremmo provare ad usarle in ogni situazione anche con i nostri famigliari, perché spesso siamo più gentili con gli estranei.
Nella serata di ieri, in un orario compreso fra le 22.30 e le 03.00 si è verificata una pericolosa alterazione nelle aree di coscienza dovute ad un overflow di Syrah 2007 nelle condutture principali.
A dispetto di una normale struttura lessicale, tutto ciò che sia stato prodotto ed eventualmente consumato in quel lasso di tempo è da considerarsi privo delle necessarie certificazioni di coscienza, come testimoniato dalla mancanza di registrazione in memoria, e quindi va immediatamente ignorato o riconsegnato per eventuale sostituzione.
Proprio ieri, passeggiando tra gli scaffali del reparto libreria di un ipermercato ho assistito ad una scena tragicomica. Il papà guardava i film, spingendo un carrello pieno di roba assolutamente inutile. La figlioletta invece era davanti al cesto delle occasioni, 3,90 euro per un libro. Dopo una ricerca sommaria chiede al suo papà: “Papi mi compri un libro?”. Ho sorriso tra me e me alla richiesta intelligente della piccola, pensando all'orgoglio del padre di sentirsi chiedere l'acquisto di un libro invece della solita Barbie (o delle Winx a seconda dei gusti).
E invece sapete la risposta qual'è stata?
Un bel “NO!” secco e imperativo, che non lasciava adito a controrichieste o insistenze di sorta.
Ed ho ripensato all'articolo pubblicato sui giornali tempo fa, che riportava gli strafalcioni degli universitari ai test di ammissione. Di che ci meravigliamo??? Un libro vale 10 volte il suo peso, per tutto ciò che comporta: cultura, grammatica, fantasia, ideali, ecc. E quel caprone, e ignorante, del padre le ha detto di no. Avrei voluto regalare io il libro alla piccola, e l'avrei fatto con il cuore in mano. Solo che poi mi avrebbero scambiato per un pedofilo, potete giurarci.
Credete davvero che lo specchio ci rifletta soltanto? Lo specchio ci racconta cari miei, e' per questo che molto spesso ci fa paura. Siamo fatti di storie, delle nostre storie.Storie di famiglia , di amore , di sesso , di odio e l' immagine riflessa ce le sbatte tutte in faccia .