Il Blog di *PiccolaAmola*

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inserito da cesco85 il 24 05 2008 alle ore 00:00
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12 commenti
18Giu

LA MIA VITA...

Postato da *PiccolaAmola* - 21:53, 18 Giu 2007
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Pagine di qst vita si rincorrono...vengono sfogliate evengono ricordate...alcune vengono rivissute, altre vengono dimenticate mentre altre ancora vanno distrutte...pegine d ttt i tipi ma di pochi colori scuri...pagine di rabbia, di dolore...pagine di vuoti incolmabili ke riempono qst vita. Un senso di vuoto sempre + pungente le accompagna e le incornicia, mentre le lacrime sn finite e scendono solo dentro...sguado fisso...in quel vuoto ke chiamo la MIA VITA...in quel vuoto ke mi distrugge sempre +...

15Giu

ANCORA...

Postato da *PiccolaAmola* - 13:05, 15 Giu 2007
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Di nuovo vorrei…baciarti leggera, le morbide labbra, sussurrarti ti amo. Fiatare appena, e darti un brivido, caldo, sentirti tremare per il piacere, la tranquillità, di stare con me. Ti avvolgo col corpo, mentre tu mi irradi d’amore, calore, luce. Sei la mia vita..
E quando i nostri sguardi si incrociano e entrambe le nostre bocche restano bloccate dall’orgoglio mi sembra quasi che il mio cuore smetta di battere e pian piano muoia nei tuoi insopportabili silenzi. Le mie parole dettate dal cuore non sono servite: come foglie portate via dal vento d’inverno ti hanno gelato il cuore ed a me hanno portato via la speranza che tu possa tornare da me.
Perchè solo nel grande amore dimentichiamo il nostro orgoglio, il nostro potere, la nostra presunzione, perché sappiamo che non possiamo fare nulla per guadagnarci l’amore del nostro amato. Dipendiamo da lui, da una sua parola e viviamo di speranza. Il grande amore è sempre un dono, una grazia…

14Giu

FORSE AMORE...

Postato da *PiccolaAmola* - 23:24, 14 Giu 2007
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Mi giro, lo guardo e sorrido...rapita dai suoi lineamenti delicati e dagli occhi scuri, intensi...rapita dal suo profumo, da quello ke è e da quello ke ha fatto di me. E mi accorgo di amore, mai cm in quel momento ne sento gli effetti dentro, mai cm in quel momento amo e mi lascio amare.
Tante parole d'amore sbocciate inutilmente e poi richiuse si stanno riaprendo x lui, parole un tempo buttate e sottolineate, parole fatte di sguardi e di sensazioni, parole ansimate, parole lente, parole lunghe e silenzione...parole ke solo il linguaggio dell'amore riesce a decifrare...

14Giu

Io

Postato da *PiccolaAmola* - 22:39, 14 Giu 2007
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Io: un alternarsi d passioni-depressioni ke hanno cm teatro il mio corpo. Un nascondersi dietro uno scheletro senza aver capito se mi appartiene; possedere un’anima-la mia- e x la maggior parte delle volte considerarla una sconosciuta. E x quei pochi secondi ke un giorno particolarmente lucido mi si rivela, vederla poi riallontanarsi nel caos dei miei pensieri. Cercare d stimolarla x comprenderla, ma capire poi ke è solo una vagabonda d un corpo sedentario.

14Giu

Senso di colpa...

Postato da *PiccolaAmola* - 12:56, 14 Giu 2007
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Ho sempre percepito la vita cm un peso, cm una costrinzione e addirittura un dispetto. Sulla mia testa piombavano continuamente aspettative,responsabilità e richieste d maturità, ma io ero una bambina, qll bambina ke urlava in me xk qlcs le lasciasse lo spazio d vivere, ingenuamente, malgrado le fosse stato insegnato da molti hanni ormai ad exere forte, adulta, posata...e + mi guardavo dentro + e + trovavosl lìombra un po goffa d una bambina ke ha indosso i tacchi della mamma e continua a inciampare d qui e di lì...
Cercavo me stessa attraverso i miei coetanei, cercavo me staessa attraverso le xsone ke amavo, attraverso la guida delle xsone + forti a cui chiedevo protezione, e ke a loro volta invece continuavano ad aspettarsi da me un comportamento adulto e ormai consolidato. Così inizia a controllare la sola cosa ke mi era rimasta tra le mani: il cibo. All'inizio era cm un gioco, volevo sfidarmi x capire qnt forte ero, o almeno così pensavo, xk dentro portavo la precisa volontà d esercitare un controllo su qlcs, d tornare bambina, d diventare trasparente, sparire dalla vita d ki continuava ad impormi d exere forte e matura.
Volevo ridurre al min il mio corpo x nn intralciare, x nn trovarmi ad invadere lo spazio altrui, x nn farmi vedere, x dissolvermi lentamente. Volevo exere sempre + impalpabile, trasparente fino a nn farmi trovare +. E cercando, cercando ho iniziato a mangiare sempre -, a sfidare la bilancia, il peso ke diminuiva, le ossa ke spuntavano...ttt qnt...ttt divenne una sfida, un duello serrato tra me e la bilancia...
Inizia cl tagliare ttt in cubetti sempre + piccoli x prendere tempo, ma ben presto divenne un'ossessione, fingevo malesseri x nn sedermi a tavola, mangiavo il + lentamente poxibile, interrompendomi appena mi sentivo nn sazia nè piena, ma in colpa. Ttt doveva exere controllato, i pasti "dovevano" exere consumati nello stesso posto, alla stessa ora e poxibilmente da sola, anke la posizione dei bicchieri e delle posate doveva exere la stessa. Un min cambiamento era capace d farmi crollare il mondo addoxo e subito farmi assalire dalla paura d xdere il controllo e d mangiare "troppo".
Iniziai a bere litri d tea tra un pasto e l'altro, all'inizio addolcito cn l'aspartame, poi senza niente, ossessivo divenne anke l'uso delle spezie. Qst m serviva x calmare la fame.
Vedere mangiare gli altri era piacevole e x cui spesso m ritrovavo a cucinare x gli altri o a collezzionare ricette, se qst nn m bastava m immaginavo vere e proprie abbuffate virtuali. Minuziosa era la conta delle calorie ingerite.
Dopo mangiato camminavo, camminavo senza mai fermarmi, camminavo x bruciare, x sudare, x sentire la testa pulsare e le gambe farmi male. Nn mi potevo mai fermare. Camminare nn bastava, qnd studiavo facevo ginnastica, qnd dormivo, se dormivo, continuavo a rigirarmi nel letto.
Pakketti d crackers erano consumati nel tempo record d 2 ore, la grande soddisfazione era vedere ke ogni gg il peso era lo stesso o meglio era calato.
Dicevo tante cs belle, ma mentivo, mentivo a ttt, e soprattutto mentivo a me stessa, così presto iniziai a rinchiudermi dentro d me e allontanai ttt e ttti da me.
Qnd ricevevo un complimento lo collegavo alla mia magrezza. Lentamente iniziò anke il terrore. Il terrore x lo specchio, ke m rimandava un'immagine sempre + deforme ed insoddisfacente. Sentivo gli okki degli altri perennemente rivolti verso d me, perennemente fissi su qll ke a me sembravano degli insormontabili difetti fisici, e avevo cm la sensazione ke anke loro provassero il mio stesso ribrezzo x il mio corpo.
Lo spekkio divenne il mio nemico, la fonte d tremende angosce, d ore d terrore...così decisi d nn guardarmic + dentro.
Odio: una parola ke ho pensato tante volte, una parola ke m ha accompagnato x diversi anni, anke se io dicevo amore. Opposti ke sn della stessa famiglia, così cm il mio amore-odio verso d me, verso il mio corpo, verso il mio cibo...
Nn riuscivo a fermarmi, un vortice m aveva preso e nn m lasciava. M sentivo impotente d fronte "all'altra me", qll ke m comandava e m distruggeva. "Nn sn malata" m continuavo a dire "se fossi davvero magra e se vsenissi ogni momento allora mi curerei, ma nn è così , io sto bene" e intanto dentro d me piangevo.
L'idea d venirne fuori m terrorizzava. Venir fuori dall'anoressia, smettere d star male, era cm ammettere ke mi stavo dando una tregua, ammettere la mia fragilità, concedermi una piccola pausa, un'indulgenza: significava in altre parole volermi bene.
Ero rinchiusa dentro la torre dell'anoressia, e da lì mi proteggevo dalla mia ferrea autodisciplina.
Avevo una bambina in corpo ke implorava d vivere, e ke io continuavo a soffocare, x risp alle aspettative.
Volevo exere in fondo solamente amata x qll ke ero: x qll bambina ke viveva ancora dentro d me, ma ke nex1 aveva mai voluto ascoltare.
Decidevo d mangiare, ero convinta: qst volta ce l'avrei fatta...m avvicinavo ad un pezzetto d pane e pianti, pianti ininterrotti, disperazione, odio, rifiuto...niente, nn c riuscivo. Era facile dire "mangia", sl ki s trova nel mezzo d qst vortice può capire cm'è difficile portare la forketta alla bocca, sembra d ammazzars, d andare totalmente contro se stessi.
Sapevo ke m stavo spegnendo, ma nn riuscivo a smettere, una forza incredibile s impossesava d me.
"mangia...mangia...mangia": qnt volte qst parole sn risuonate dentro la mia testa, qnt volte...
Scendevo un gradino e ne risalivo 3...nn potevo, ma volevo. E alla fine ho sentito ke c'era qlcs x cui veramente valesse la pena d rischiare, avventurarmi nell'ignioto, cn ttt il corpo e ttt l'anima...
Oggi...procedo...zoppico, m rialzo, torno a camminare, poi magari inciampo ancora una volta...rimango seduta x terra a piangere, ma poi alla fine m rialzo sempre...xk nn serve fermarsi. E se prima m dicevo " sn sola. Nn parlo, nn sogno ,nn spero. Resto qui inerte e assopita. E intanto fuori da qst stanza, ormai + cupa d una cella d'isolamento, vive un mondo. Già...fuori da qui esiste un mondo. Un mondo al quale io nn appartengo, un mondo ke ruota, ke s muove, ke m elude, un mondo ke va avanti! Fuori da qst smura oberanti c'è l'allegria d gente ke ride, ke stride, ke incalza ignorando le mie voragini, ignorando il torbido e burrascoso oceano nel quale io m sto xdendo. Fuori da qui c'è la vita, c'è la luna...c'è l'estate...c'è la normalità... ... Devo fare in modo ke ki fino ad gg ha riso d me e delle mie maschere, ki m ha giudicata e skernita x qll ke nn sn ma ke sn sembrata, ki ha civettato sulla mia immagine, sui miei mutamenti s trovi costretto a soffermarmi su d me, x guardare oltre la mia parvenza...fino a vedere qst invisibile sofferenza. Una sofferenza impercettibile qnt tangibile:una sofferenza fatta d ossa...".
Oggi mi dico "Da gg io sarò quel ke sn. Qualunque cs io sia, sarò qll e basta. Nn intendo + costruire prigioni d ovatta cn le mie stesse mani. Piuttosto m mescolo alla confusione. In fondo la vita è disordine, e il disordine è creativo! Farò della mia vita un'opera d'arte: la mia opera d'arte, nn + il vuoto, ma il miracolo. Cn desiderio, cn appetito, cn amore. La mia vita comincia da qui...da qst boato d parole...e da qst interminabilità d colori e sfumature ke dal bianco al nero mi dipingono x intero...".
E tu domani, qnd guardandoti allo spekkio t darà l'ennesimo dolore, stizagli l'okkio, puniscilo così, dimostragli ke la vita può exere + forte d ttt i sensi d colpa del mondo. Sii forte e caperbio, insisti xk la tua vita possa battere dentro il tuo petto, ripeti a te stesso ke 6 una bella xsona, ke 6 xsino migliore d qnt gli altri s aspettano da te. Ripetiti ke amare te stessa è il primo dei doveri ke hai, il primo dei diritti, ke nex1 potrà mai strapparti, e ke tu stesso devi lottare x concedertelo. Anke se fa mael, anke se sembra impoxibile, anke se nn credi ke potrai mai riuscirc...NN FERMARTI MAI,KIEDI AIUTO, REGALATI UN SORRISO, AMMETTI A TE STESSO LA TUA UMANITà, SENZA SENSI D COLPA!

14Giu

C'ERA UNA VOLTA... (la mia storia)

Postato da *PiccolaAmola* - 12:46, 14 Giu 2007
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C'era una volta una bambina, uno spirito libero, che pensava che la vita fosse un regalo prezioso... aveva poteri fantastici: riusciva a vedere il bello in ogni persona e situazione che affrontava...ed era percio' felice... credeva nella bonta' delle persone, e in un ordine universale del mondo...
niente riusciva a buttarla giu', ne' la separazione dei suoi, ne' i sorrisi falsi di quei bugiardi che osavano definirsi suoi amici, ne' la tempesta che la spaventava nella notte sotto le coperte..
le bastava vedere il tramonto, viaggiare, abbracciare forte qualcuno... ed era il paradiso...anche sulla terra...
poi questa bambina divento' grande...il suo corpo cambio',e con esso anche le sue credenze... capi' presto sulla sua pelle che il mondo faceva schifo, che tutto era una eterna ingiustizia... e comincio' ad accontentarsi...accontentarsi di quello che trovava, senza cercare la "sua" felicita'...
non viveva piu',esisteva e basta... erano pochi gli attimi in cui si sentiva in pace...
poi un giorno si sveglio', e guardando una fotografia di lei sorridente da piccola, si ricordo' tutto...quei desideri, quell'esigenza di stare bene....
cambio' vita, lascio' tutto e tutti...
e riprese a vivere...
e a cercare la meta della sua vita...a cercare quel senso profondo che ti accompagna nelle giornate...
e, finalmente dopo tanto tempo, era felice...

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