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I tempi della crisi insegnano che il rifugio sicuro e assoluto che tenga a qualunque sciagura finanziaria o disastro ecologico sia la nostra vita e il bene che sappiamo volere ad essa.I tragici avvenimenti del Cile e di Haiti,precedentemente,mi hanno spinto a riflettere su quanto sia importante non pensare alla morte di innocenti in termini solo numerici,secondo la logica dei media e della carta stampata.Soffro al pensiero che ci sia qualcuno che domani non possa svegliarsi nel suo letto come capita a me.Soffro al pensiero di una bambina inghiottita da un fiume di detriti in una città sconvolta nel suo cuore più profondo.Soffro al pensiero di chi non può pensare più al domani.Ma la sofferenza non deve trasformarsi in un male maggiore di quanto essa già possa essere per chi è in ginocchio in seguito a un disastro o magari lotta per l'affermazione dei propri diritti di essere umano in qualche lontano angolo del mondo che noi occidentali "privilegiati"vediamo solo in tv nei report del National Geographic o sfogliamo tra le pagine della rubrica "società" di un giornale patinato.Se non un piccolo o grande contributo economico da devolvere in beneficenza,che resta comunque uno strumento di collaborazione essenziale per il sostentamento delle associazioni umanitarie,non possiamo fare niente altro.A meno che non si prenda la complessa decisone di dedicare il nostro tempo all'aiuto del prossimo rinunciando alla possibilità di una comune e "comoda"vita borghese.Siamo fondamentalmente condannati ad essere degli egoisti o possiamo fare qualcos'altro ,oltre alla beneficenza, che ci renda più consapevoli del valore della vita,soprattutto di quella altrui?A me ,per esempio,piacerebbe che il mondo sorridesse di più.Non parlo di risate becere,di sghignazzi a denti stretti tra amici dopo l'ennesima battuta da bar dello sport,di risatine da parrucchiere. Vorrei vedere in giro più gente sorridere "davvero" al prossimo,cercare una parola,un saluto lungo la strada prima di andare al lavoro,una stretta di mano sincera dopo un gesto d'amicizia.Insomma,sarebbe bello barattare anche solo per un istante i milioni di smart-phone,computer,automobili,vestiti, gioielli o status symbols che abbiamo per capire cosa voglia dire davvero "sorridere" che forse è un sinonimo di "essere felici",chi lo sa.Niente di francescano o che pretenda di esserlo nelle mie parole,nessuna crisi mistica o presa estrema di coscienza quanto,detto molto sinceramente,il desiderio di captare nell'aria più energia positiva e meno affanno per il possesso e la corsa al vertice.Qualche personaggio importante o una soubrette di grido magari ci avranno fatto credere che i soldi e la fama siano tutto quello per cui doverci battere nella vita ma di fronte alla crisi mondiale che ha sconvolto persino l'economia dell'American Wonderland,funestata da calamità naturali,surriscaldamento globale e aumento della povertà nei paesi non industrializzati,sostengo che quel ci renda ancora più impotenti di fronte a tutto questo sia l'incapacità di credere che una parola gentile o un sorriso servano a qualcosa o possano fare la differenza.Basterebbe ricordarsi di un favore fattoci da un amico in un momento di difficoltà e ricambiarlo in un momento altrettanto complicato.Basterebbe alzarsi una volta di più in metropolitana se una signora anziana ci fosse seduta di fronte con le buste della spesa.Basterebbe essere gentili e augurare la buona giornata alla donna che lava le scale al mattino nel nostro palazzo.A volte ho dimenticato di farlo.Preso dall'egoismo di un momento o dalla frivolezza,credendo di essere migliore di qualcun'altro per il solo fatto di essere più fortunato.Stasera invece ascoltavo la confessione amichevole di una cameriera in una pizzeria romana che mi ha detto di aver avuto freddissimo mentre fumava mezza sigaretta in pausa fuori dal ristorante.Queste parole mi hanno reso per un attimo la persona più felice del mondo.Perchè?Perchè ho pensato che una persona ha deciso di regalarmi un sorriso,perchè forse ha trovato conforto e confidenza nel mio.Una confidenza che nemmeno un assegno da un milione di dollari sarebbe stato mai capace di comprare.E se solo allora, apprezzando di più il vero valore della solidarietà,riuscissimo a dare un pò di conforto anche al nostro vecchio mondo,provato dalla violenza e dall'egoismo?Sarebbe fantastico.Ma per fortuna,c'è ancora il sole da qualche parte.un abbraccio a tutti!
Fra
P.S:e buon weekend...direttamente dal divano di casa mia(nella foto),in un soleggiato mattino di sabato...Ci sentiamo domenica alle 13.00 |
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